venerdì 15/10/2004
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Rossi non batte Rossi (per il momento)
L’ha solo sfiorata, la sua pole del 2003, Valentino Rossi, ma è stato l’unico a riuscirci, alla fine del primo turno di prove ufficiali. Una giornata fredda, ancorché limpida, dopo la pioggia del mattino (nelle libere il miglior tempo è stato quello di Gibernau, davanti a Checa, con Rossi sesto) , ha impedito che il record cadesse già al primo tentativo. Il pesarese, comunque, c’è andato vicino girando a 1.30.222, non troppo lontano dall’1.30.068 con il quale partì al palo l’anno passato. A conferma che se sfida deve essere, sfida sarà, Sete Gibernau l’ha inseguito da vicino, prendendo poco meno di quattro decimi. Gli altri, tutti gli altri, si sono fermati perlomeno ad un secondo, come Nicky Hayden che proprio nei minuti conclusivi è balzato in prima fila con il terzo tempo.
In seconda, forse per non stare troppo lontano dal suo futuro compagno di squadra, si è installato Colin Edwards, davanti a Xaus, positivo in questo finale di campionato e Capirossi che ha lamentato – come durante tutto l’anno a dir la verità – una scarsa confidenza con l’avantreno.
Peggio, comunque è andata a Max Biaggi che è dovuto ricorrere agli antidolorifici per provare: giovedì, infatti, mentre aiutava i meccanici gli è caduta una pesante cassa di alluminio sul piede sinistro, quello del cambio. Come se non bastasse ha utilizzato una sola gomma da tempo, con la quale è riuscito a malapena ad effettuare un giro, evitando di prendere la bandiera per appena tre secondi. Meglio di lui hanno fatto, ma di pochissimo, Barros e Tamada, mentre Melandri è incappato in una caduta a metà del turno e non è riuscito a migliorare il suo 10° tempo.

De Angelis e Poggiali lanciano l’Aprilia
Alex De Angelis e Manuel Poggiali, al rientro dopo l’incidente “domestico” in Qatar, sono stati i protagonisti della prima sessione di prove del Gran Premio d’Australia. I due piloti di San Marino hanno lanciato una offensiva Aprila alla quale hanno preso parte anche Porto, Fonsi Nieto ed il bravo Battaini. Cinque moto italiane davanti a tutti fanno prevedere una gara dura per Dani Pedrosa, che ha piazzato la sua Honda in settimana posizione, staccato di un secondo e mezzo dalla pole e preceduto anche dalla moto gemella del compagno di marca, Toni Elias. Ancora in difficoltà, invece, Randy De Puniet, bersagliato da problemi tecnici su entrambe le moto. Peggio di lui sta solo Roby Rolfo, addirittura 12°, mentre Anthony West è stato protagonista di una brutta caduta per la quale è stato trasportato in elicottero all’ospedale di Melbourne per accertamenti, anche se i danni dovrebbero essere limitati a poche fratture al polso.

Borsoi sorprende Dovizioso
La vita riserva spesso delle sorprese, figuriamoci quella dei ragazzini terribili della 125 che, nel primo giorno di prove, hanno fatto le libere sotto la pioggia e la prima sessione di prove ufficiali con l’asciutto, anche se con una temperatura non propriamente primaverile.
Se, al mattino, il più veloce era stato – profeta in patria – Casey Stoner, nel pomeriggio, con un ultimo giro a sorpresa il più veloce della minima cilindrata è risultato Gino Borsoi, che si è permesso il lusso di scavalcare il neo campione del mondo Andrea Dovizioso che, un po’ sopra le righe, ha anticipato di voler vincere le ultime due gare della stagione.
Può farcela, a dir la verità, ma non sarà una impresa facile, visto che, alle spalle dei due italiani, Stoner non ha perso il treno. Inoltre la prima fila, chiusa da Giansanti, è racchiusa in poco più di tre decimi, mentre i primi dieci piloti sono tutti in meno di un secondo.
Piacevole sorpresa, in questo senso, è ritrovare Stef Perugini, in seconda fila con l’ottavo tempo dietro a barbera, Lorenzo e Locatelli. Come a dire tre dei più forti della categoria.

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