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l'intervista: parla Noriyuki Haga - 16/05/2001
Felicità è un motore a quattro tempi
di Eugenio Mosca
Era atteso come pochi nel motomondiale, Noriyuki Haga. Noriyuki HagaCon il biglietto da visita di vice-campione del mondo della Superbike in tasca il giapponese - forse il pilota più spettacolare del mondiale delle moto derivate di serie -sembrava destinato a diventare il nuovo McCoy. Anzi, a costringere Garry, che oggi è il suo compagno di squadra nel team Red Bull-Yamaha, in un angolo. Non è andata così, per ora. Al contrario Haga ha trovato la strada più in salita del previsto confermando ciò che nell'ambiente è noto da un pezzo: la YZR 500 non è una moto facile da guidare. Chiedere a Biaggi per conferma. Ma se il romano, che pure è al terzo anno con la casa di Iwata, ha comunque totalizzato 29 punti, con un terzo posto ed è, in sesta posizione, il secondo pilota Yamaha dopo Nakano, lui, Haga è il fanalino di coda: 15° con appena 4 punti.
Nostalgia della Superbike e della R7, Haga-san?
"Certamente, io amo l'SBL, i Gran Premi sono troppo seri per i miei gusti".
Lo stesso vale per le moto?
"Che il sottoscritto abbia più feeling con il 4Tempi, che ho guidato per molti anni, mi sembra normale".
Con le GP stai faticando più del previsto, cosa ti crea le maggiori difficoltà?
"C'è una differenza sostanziale, perché con il 2 T non c'è freno motore ed anche il modo in cui viene erogata la potenza è completamente diverso, quindi ti crea dei problemi di trazione".
E' questo il motivo per cui sei caduto così spesso?
"Sono caduto perché non sento l'anteriore. Non si tratta di un problema del telaio Yamaha, ma semplicemente devo ancora trovare un assetto che vada bene per le mie caratteristiche. La YZR non è stata fatta su mie specifiche, come invece accadeva con le moto che ho guidato fino all'anno scorso. E' una moto fatta su indicazione di altri piloti e quindi devo cercare di trovare delle regolazioni d'assetto che si adattino alle mie caratteristiche. Prendiamo Valentino Rossi ad esempio: adesso riesce a guidare la 500 con naturalezza e ad essere sempre veloce perché la Honda gli ha fatto una moto su misura".
Si dice che tu non gradisca anche le gomme Michelin…
"Beh, diciamo che sto ancora facendo la loro conoscenza…".
Dall'esterno non sembra che la 500 ti piaccia.
"E' vero: non mi piace e credo che per me sarà sicuramente meglio quando arriveranno le moto a 4T".
La nuova arma Yamaha, la M1, è già stata provata da altri piloti - Biaggi, Checa e Kocinski - non è previsto un tuo test?
"A me piacerebbe provarla, ma per ora non è ancora stato definito nulla".

E' un amore difficile, quello fra Haga ed il motomondiale. Lo conferma anche Davide Brivio, suo ex team manager, ora sua ombra nel massimo campionato.
"E' evidente che lui ha il potenziale per primeggiare - spiega - perché nelle gare in cui è caduto aveva il passo dei primi. Di questo ne siamo convinti e credo che rappresenti la nota positiva di questo inizio di stagione".
Un inizio difficile…
"Posso capire che dall'esterno la gente si possa chiedere cosa stia succedendo, ma non riesco a capire perché l'anno scorso quando Valentino Rossi cadde nelle prime due gare e nella terza si piazzò 11° tutti si limitarono a dire che andava forte e doveva solo adattarsi. Mentre Haga che cade nelle prime due gare e si piazza 12° nella terza debba essere in difficoltà. Le cose andrebbero analizzate in modo più completo. In realtà, anche se può apparire paradossale, il suo compito è ben più difficile rispetto ad un pilota che arriva dalla 250, perché sono tanti gli elementi nuovi da assimilare. Noriyuki HagaL'utilizzo dei freni in carbonio, che a differenza di quelli metallici richiedono una frenata più ritardata e aggressiva. L'abitudine al freno motore in staccata, che col 2T è inesistente, ed infine la scarsa conoscenza della maggior parte delle piste, mentre tutti gli altri sono dei vecchi volponi. Detto questo mi sentirei di affermare che Haga sta facendo molto in fretta. Certo, per ora non sono suffragato dai risultati, ma sono convinto che arriveranno presto. E credo che la gara di Jerez possa rappresentare un primo passo importante. Lì c'era un po' di pressione: tutti gli chiedevano di arrivare alla bandiera a scacchi e lui ha dovuto limitarsi, correndo in modo un po' innaturale. Alla fine, nonostante un calo di motore, ha chiuso in dodicesima posizione dopo essere partito col 16° tempo in griglia. Credo che da ora possa correre più serenamente e quindi esprimersi al meglio".
Su quali piste potrebbe trovarsi meglio?
"Finora l'unica pista sulla quale aveva già corso è Suzuka. Gli unici altri tracciati del mondiale che già conosce sono Assen, Donington e Valencia, sui quali ha vinto".
Comunque pare proprio che le 2T attuali non gli piacciano?
"Dopo aver corso per sei anni col 4T è logico che si diverta di più a guidare quelle moto. Se avesse la possibilità di correre col 4T penso proprio che sceglierebbe ad occhi chiusi questa soluzione. Io penso che lui sia nato per guidare una 4T, se poi farà bene anche con le 500 attuali vuol proprio dire che è un vero talento".
Intanto come ha reagito alle cadute?
"Le considera quasi una tappa necessaria per arrivare a capire il limite. Sotto questo aspetto non è un grosso problema, l'importante sarà fare tesoro di questa esperienza per evitare di ripetere gli stessi errori. Nel fine settimana di Jerez non è mai caduto, potrebbe essere un segnale importante. E comunque è sbagliato generalizzare: a Suzuka è caduto sull'anteriore, mentre a Welkom è stato il posteriore a tradirlo. Quindi, cadute generate da problematiche completamente differenti, forse dettate dall'inesperienza nella scelta e nella gestione delle gomme in gara".
Lo ha confermato lui stesso: le Michelin gli piacciono poco.
"Non è tanto il fatto che si trovava meglio con le Dunlop, quanto che la 500 impone una scelta molto attenta delle gomme da utilizzare in gara. Il problema, come detto, riguarda la scelta e la gestione della gomma giusta per la gara. Ma rispetto ai primi test effettuati con le Michelin si sta già trovando meglio, anche sull'anteriore che per Haga è molto importante".
Ormail il futuro è indirizzato sul 4T: c'è in vista un test per Haga con la nuova Yamaha M-1?
"Ancora no. Per ora l'hanno provata Biaggi, Checa e Kocinski, ma siamo ancora alla fase di sgrossamento. Credo però che durante l'anno succederà, sarebbe pazzesco se la Yamaha non lo considerasse come uno dei candidati a guidare questa moto. I programmi non sono ancora definiti, ma certo sarebbe importante cominciare a provarla".
Più importante di cominciare a fare sul serio a partire da Le Mans?
"Noi ci siamo prefissati di andare sul podio. Quanto prima. Personalmente poi sono convinto che Noryuki possa vincere almeno una gara prima della fine dell'anno".

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