Macio
Melandri - 19/09/2001
Melandri vuol dare all'Aprilia il mondiale marche
"Quella portoghese è stata una gara durissima: sono partito bene e ho
provato a stare davanti, a tenere Katoh alle mie spalle perché sapevo
che se fosse passato in testa sarebbe probabilmente riuscito ad essere
ancora più veloce. Quando mi ha passato ho provato a stare con lui e
per un po' mi sono anche illuso di poterci riuscire. Poi si è messo
ad andare semplicemente troppo forte per me e ho dovuto lasciarlo andare:
provarci ci ho provato, ma ho preso anche dei rischi esagerati.
La
scelta era tra cadere e arrivare secondo: ovvio che abbia scelto di
finire la corsa. In fondo la seconda posizione mi soddisfa perché in
prova eravamo messi decisamente peggio, però io corro per vincere le
gare e per riuscirci qui avremmo dovuto poter disporre di una moto messa
a punto alla perfezione, cosa che non avevamo. Sì, questa per noi è
una pista particolarmente difficile per via delle molte curve da prima
marcia: il motore Aprilia è un po' più brusco in erogazione e ovviamente
dove ci sono tante accelerazioni come qui soffriamo. Le prossime gare
si disputeranno invece su piste dove potremo puntare a vincere. Quella
di Valencia è invece una pista diversa dall'Estoril: non si può considerare
di quelle veloci, ma le curve sono più rapide, il ritmo meno spezzato,
più fluido. È un tracciato che mi piace e dove la nostra moto si comporterà
sicuramente molto meglio che non in Portogallo. Nel 2000 sono riuscito
a mettermi dietro le Honda finendo al terzo posto, speriamo che vada
così anche quest'anno. Io punto a vincerla, questa gara: credo di avere
buone possibilità di riuscirci. Il fatto poi che il circuito sia una
specie di stadio aiuta: in realtà quando guidi non ti accorgi di queste
caratteristiche, non ci pensi. Però quando esci dai box ti senti osservato
percepisci tutti quegli occhi puntati su di te. L'obiettivo, ora non
è il mondiale, che per me credo sia una chimera: sono staccato di 53
punti e sono sinceramente troppi da recuperare a uno come Katoh. Però
mi piacerebbe riuscire a dare all'Aprilia il titolo costruttori, un
alloro al quale a Noale tengono molto".