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Roberts ringrazia Capirossi in Qatar
E’ il giorno di quelli che non ti aspetti, il primo di prove del GP del Qatar. Con quindici gradi in meno, di temperatura, non di inclinazione delle moto, i miracoli questa volta li fanno gli outsider. Così per la prima volta davanti a tutti c’è Kenny Roberts junior che, sfruttando un’ottima scia tiratagli da Loris Capirossi, fa suo il giro veloce. E siamo già sotto a quello record del 2005 firmato dalla Ducati di Capirex.
Alle spalle del figlio del marziano, addirittura un rookie, Casey Stoner che, fra un ritardo aereo e l’altro è arrivato in mattinata, un’ora prima dell’inizio delle prove. Il giovane australiano ieri è andato forte e l’ha sparata grossa: “la Honda – ha detto – è più facile da guidare della mia vecchia Aprilia 250 e, sicuramente, ha un assetto di base migliore”.
E’ stata, questa prima di prove, una grande giornata per la Honda, visto che con il terzo tempo troviamo Marco Melandri.
“Dopo Jerez più che trovare delle risposte mi sono fatto delle domande ed abbiamo deciso di tornare alla RC211V 2006, azzerando i riferimenti con quella del 2005. Questa va settata diversamente. Punto”.
Kenny, Casey e Marco dimostrano comunque che provando il giusto e soprattutto senza cercare sviluppi a tutti i costi si va forte. Un insegnamento che pare aver appreso anche Colin Edwards che per l’intera giornata è stato spesso più veloce del caposquadra, Valentino Rossi. L’americano, quarto tempo, ama questa pista ed ha dimostrato di saperla interpretare. Cosa che ha fatto anche Capirossi che, nonostante alcune delle gomme Bridgestone provate abbiano perso pezzi di mescola, si è detto ottimista.
“Non siamo, come eravamo a Jerez, i favoriti, ma tra i favoriti. Ho trovato una buona gomma anteriore, scartato alcune posteriori e scelta una che dopo sei giri mi ha permesso di fare il tempo. Mi ero accorto che Roberts mi aveva preso la scia, ma chi se ne importa, io non ho chiuso il gas: sono contento per lui”.
Un prototipo e due moto “Satellite” davanti alle Yamaha ed alla Ducati non sono un brutto inizio per il Gp del Qatar, ma certo c’è da chiedersi se nelle qualifiche le cose cambieranno.
La sorpresa di Jerez, Dani Pedrosa, ha infatti il 7° tempo, alle spalle di Valentino, mentre Nicky Hayden è addirittura 9° dietro ad Elias e davanti a Gibernau.
Intanto è in dubbio la presenza di Randy De Puniet, a cui ancora fa male la mano dopo la caduta a Jerez.
Intanto è in dubbio la presenza di Randy De Puniet, a cui ancora fa male la mano dopo la caduta a Jerez. Il pilota francese nel pomeriggio è stato sottoposto ad iniezione antidolorifiche e deciderà se gareggiare alla fine delle prove.

Barbera a sorpresa
Dopo aver avuto a che dire con più d’uno in pista, ma alla fine nessuno ha avuto nulla da dire a lui, dopo la pole provvisoria ottenuta a Losail. Il pilota iberico ha migliorato i tempi fatti segnare lo scorso anno in media di circa un secondo.

“Credo non sia male il risultato di oggi – ha detto sornione il giovane valenciano – stiamo lavorando bene per la gara. La moto va sempre meglio, non mi lamento. Peccato che in pista ci siano piloti che sono pericolosi e si fermano praticamente in traiettoria (parla anche di De Angelis, n.d.r), nemmeno in 125 succedono queste cose.”

Dietro a Barbera, con il tempo 2’02”356 c’è Lorenzo. Per Jorge non stare davanti è di per se una sconfitta e forse per questo che in gara fa letteralmente lo schiacciasassi. Lorenzo non era soddisfatto, e questo, c’è da starne certi sarà la sua benzina per fare domani meglio di tutti. Un altro che ha terminato con un sorriso a metà è Alex De Angelis. Costantemente in testa sia nelle libere della mattina che nelle ufficiali del pomeriggio, il pilota di San Marino ha praticamente tirato Barberà nel finale della sessione, terminando a 0,003s da Lorenzo (2’02”359).
“Sono soddisfatto del passo che ho – ha detto Alex – posso fare meglio anche perché ho utilizzato sempre gomme usate. Devo ringraziare la squadra perché ha risolto tanti piccoli problemi molto velocemente ed io ho potuto fare un turno dedicandomi alle rifiniture. Barbera non so chi stesse salutando (si riferisce alla polemica con il pilota Fortuna, n.d.r.) forse qualcuno a casa. Il suo tempo non mi stupisce, sul giro secco è veloce, ma non ha il passo che abbiamo io e Lorenzo. Ora lavoreremo per trovare qualche km/h in più, tutto fa comodo se dovessimo fare una volata a fine gara.”

Si sveglia Sebastian Porto dal torpore al quale la Honda lo aveva costretto nell’inverno. Il pilota argentino conquista la sua prima prima fila della stagione con un quarto tempo che vale molto. Ma c’è poco da stare sereni, Locatelli, con una Aprilia LE, ovvero una delle ufficiali dello scorso anno, stacca il quinto tempo a soli 3 dedcimi dall’argentino. In comune i due hanno l’esperienza e non è detto che quella di Locatelli che un campionato del mondo (in 125) lo ha vinto, non sia meno efficace di quella di Porto.

Dovizioso è li, in sesta posizione, in sella ad una moto che paragonata alla Honda di Pedrosa dello scorso anno ha ben poco. Il pilota italiano merita di più e fortunatamente in gara sa fare da solo la differenza.

Si rivede in pista Andrea Ballerini. Il pilota toscano è in sella all’Aprilia di Taro Seghikuchi (Campetella) infortunato in Spagna. Andrea sarà nel mondiale fino alla gara di Shanghai, per ora è 15° sulla griglia provvisoria del Qatar.

Pasini scopre il Poker del team Aspar in 125
Quattro piloti dello stesso team in prima fila, non era mai accaduto. Cose che si vedono solo nel deserto, avrà pensato Jorge Martinz alla fine del primo turno di prove ufficiali del Gp del Qatar, ma è tutto vero. I suoi piloti hanno colonizzato la prima fila provvisoria dello schieramento, davanti a tutti un grandissimo Mattia Pasini che con il suo 2’07”628, migliora anche il record della pista che era di Jorge Lorenzo e che resisteva dal 2004 (2’09”569).

Dietro a Mattia i compagni di colori Sergio Gadea, Alvaro Bautista e Hector Faubel. Chiaro che questo sia un giorno da ricordare per tutti loro, di certo fanno parte dell’armata che concretamente può andare a caccia del titolo con maggiore efficacia, l’importante sarà per Martinez mantenere tutti concentrati senza creare degli antagonismi inutili.

Tornando a parlare di Pasini, per una volta il pilota romagnolo non se la prende col traffico, ma si mostra soddisfatto e convinto delle sue potenzialità.

“Con una pista così lunga – ha detto Mattia – è più facile girare da solo, finalmente ho fatto dei turni come volevo io. Sono molto soddisfatto della pole e anche se oggi è il primo giorno di prove e domani tutto sarà di nuovo in discussione. E’ bello che anche i miei compagni di squadra siano vicini. E’ stimolante e per tutti è la conferma che stiamo lavorando bene.”

Prosegue la sua lista positiva, dunque, casa Piaggio che al quinto posto piazza Lukas Pesek. Il pilota ceco sulla Derbi è lì, di poco staccato dalla vetta, quasi otto decimi.

Deve essere decisamente diverso l’umore in casa KTM. Gli arancioni che lo scorso anno avevano dominato la gara (con lo scherzo di Talmacsi su Kallio, costato il mondiale a quest’ultimo), oggi pagano all’Aprilia otto decimi e un secondo e due rispettivamente presi da Kallio e da Simon.

Domani vedremo se le cose cambieranno o se davvero l’Aprilia è così irraggiungibile.

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