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l'intervista - 18/10/2002
Doohan: "Valentino ascolta la Michelin"

Quando Valentino Rossi si schiererà sulla linea di partenza del GP d'Australia di domenica prossima, avrà ancora la possibilità di eguagliare il record di Mick Doohan di dodici vittorie in una stagione nella classe regina. Il fuoriclasse australiano si era assicurato tale record nel 1997, l'anno in cui vinse il suo quarto titolo mondiale nella 500cc.
Rossi, che quest'anno ha già vinto dieci gare, ha anche la possibilità di aggiudicarsi la sua quarta vittoria sull'Isola, dopo i successi del '98 e del '99 in 250cc e l'indimenticabile vittoria dell'anno scorso in 500. Per eguagliare il record del grande Mick, tuttavia, il folletto di Tavullia dovrà vincere sia in Australia sia in Spagna, nell'ultimo GP della stagione e, attualmente, l'impresa sembra meno facile di quanto non fosse poche settimane fa. Sulla sua strada infatti il campione del mondo negli ultimi due Gran Premi ha incontrato prima Barros e poi Biaggi, e da entrambi è stato battuto. Questo non vuol certo dire che Rossi sia in crisi ma piuttosto che domenica probabilmente avremo la possibilità di vedere un'altra fantastica battaglia, grazie anche alla particolare conformazione del tracciato australiano, veloce ed aperto, che ha spesso dato vita ad aspre contese e ad arrivi in volata.
"Vincere con un distacco ridotto è sicuramente più eccitante sia per me sia per il pubblico," conferma sorridendo Valentino. "Il mio obiettivo comunque è dare sempre il 100% e quando vinco con mezzo giro di vantaggio vuol dire che io, la squadra, la moto e le gomme abbiamo lavorato meglio di tutti gli altri".
Le gomme, che sono sempre più importanti per le prestazioni generali della moto, saranno determinanti anche in questa gara.
"Con le quattro tempi bisogna prestare molta attenzione alle gomme," spiega infatti Rossi. "Le moto adesso sono così potenti che potresti far scivolare di continuo la gomma, se non stessi attento. Questo vuol dire che la maggior parte delle volte non puoi usare il cento per cento della moto durante tutta la gara ma che è meglio aspettare gli ultimi giri. Bisogna usare le gomme con intelligenza per trarne il massimo, specialmente su un tracciato come Phillip Island".
Doohan, che qui ha vinto nel '98, sa perfettamente quale ruolo cruciale rivestano le gomme su questa pista e prevede che le prestazioni garantite alle quattro tempi dalle Michelin di ultima generazione possano assicurarci il più veloce Gran Premio di Phillip Island della storia.
"Penso che l'ultima generazione di gomme della Michelin si adatti perfettamente a questa pista," conferma il General Manager della Honda Racing Corporation. "La casa francese ha fatto passi da gigante nello sviluppo delle gomme e le moto stesse adesso sono più veloci. Non vedo ragione per cui questa combinazione non possa portare il record della pista sotto la barriera di un minuto e trenta.
Per quanto riguarda la gara invece, il problema maggiore che avranno i piloti sarà il consumo particolare degli pneumatici sulla parte sinistra, surriscaldata dalla prevalenza di curve sinistrorse, tutte tra l'altro molto veloci.
Bisognerà adottare una guida conservativa nelle prime fasi della gara cercando di non essere troppo aggressivi col gas e di non far slittare troppo le gomme. In realtà qui a Phillip Island non è più di tanto necessario far scivolare la moto perché le curve sono quasi tutte molto lunghe. Basta aprire leggermente il gas e mantenere la spinta. Devi far slittare la gomme la metà di quanto farebbero se tenessi tutto aperto. Non si deve farle "fumare" insomma perché qui le potresti danneggiare seriamente
soprattutto in uscita dall'ultima curva a sinistra.
La sezione cruciale della pista è quella che va dalla Siberia alla curva MG. Io sono sempre stato in grado di guadagnare mezzo secondo sugli altri in quel tratto, mentre il resto della pista è assolutamente tranquillo. Ma quella particolare sezione è così veloce che se chiudi il gas un filo di troppo, ci lasci due decimi. Io non mi immischio mai su cose tipo la scelta delle gomme con Valentino. Sono decisioni sue, prese d'accordo con Jeremy Burgess, il suo capo tecnico. Non posso avere le sensazioni che ha Valentino guidando la moto e la scelta della gomma dipende solo da quello e da ciò che pensano i tecnici della Michelin. Quando correvo io, nove volte su dieci seguivo i loro suggerimenti perché accade talvolta che anche se ci si sente a proprio agio con una gomma la Michelin ritenga che non sia adatta alla gara".

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