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IL FATTO 06/09/2009
Locomotiva Rossi: prende il comando e schianta tutti. Lorenzo e Pedrosa sul podio
Valentino Rossi Quanto è lontana, l'America. Più delle miglia che separano Misano da Indianapolis; più dei fusi orari che stanno tra Roma e Chicago. E' la distanza di una differenza tornata ad essere netta tra "quello" di Tavullia ed ogni altro. La si è vista ad occhio; la si è calcolata con il cronometro. Per gran parte del tratto centrale di gara, Rossi ha viaggiato ad un passo sempre prossimo a quello della pole position, e la cosa ha contribuito a spiegare in maniera semplice le difficoltà di chi era chiamato a contrastarne il successo. Un martellare costante, segno di una superiorità mai in discussione, da quando ha preso il comando. E sì che Lorenzo ce ne ha messo, prima di arrendersi. Ma è stato uno di quei GP non eclatanti, in certi tratti quasi a rischio di sbadiglio, ma fatti di cose concrete. Niente colpi di genio (se non nel mettere a punto la moto e fare le scelte, magari) ma la potenza di una locomotiva lanciata. Con il casco del somaro in testa, ma che raglio.

 Primi metri: collisione tra Edwards, De Angelis ed Hayden: viste prove e qualifiche, tre probabili protagonisti. A livello diverso dai più quotati, ma avrebbero probabilmente contribuito in modo interessante allo spettacolo. "Mi dispiace tantissimo per aver tirato giù due piloti che non centravano nulla" si scusa De Angelis, che nell'incidente ha riportato una ferita al mignolo.

Al comando Pedrosa, scattato meglio di tutti. E, un po' inaspettatamente, è stato Elias a dargli fastidio nei primi giri, interponendosi tra il connazionale e Rossi, e tentano di infilarlo in staccata. Dietro, Dovizioso.

Elias è stato infilato prima da Rossi, poi da Lorenzo. Così, sesto giro, i tre protagonisti si sono piazzati al comando. Largo di Vale; tentativo di infilarsi da parte di Lorenzo; i pneumatici si sono sfiorati; le posizioni sono rimaste invariate. L'adrenalina no. E Rossi, subito dopo, ha passato Pedrosa e si è portato in testa.

 A metà gara, Daniel Pedrosa ha sciaguratamente allargato, favorendo così il sorpasso di Lorenzo. Nei giri seguenti, elastico tra lui e Rossi; gli altri, hanno accusato. A parte Capirossi, decisamente troppo lontano per infilarsi nella baruffa, ma aggressivo nei confronti di Dovizioso, al quarto posto.

A quattro giri dal termine, Loris (con un motore per il quale i tecnici hanno deciso di arrischiare, in barba alla necessità di farlo durare) ha infilato Dovizioso (al debutto con le Ohlins). Per poi farsi restituire la cortesia dal forlivese, che ha riguadagnato il quarto posto, di un nonnulla conservato in volata. Pedrosa finiva la benzina; Rossi, acchiappato al volo un vessillo giallo marcato 46, ha compiuto un giro di festa, su di un circuito che non gli piace, ma che continua a vederlo primo sotto la bandiera a scacchi. E la differenza, nel punteggio generale, riprende a salire. Cinque punti appena. Ma con davanti il segno più.

Nereo Balanzin



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