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Test Irta Barcellona 15-16/3/2003                             Classifica - Top Speed - BMW Award
Capirossi magico sulla Ducati
Ci sarà anche stata solo una BMW 330 cd, in palio, nell'ora cronometrata a beneficio della diretta televisiva, però hanno tutti tirato come se si trattasse di una superpole.
Nel giro a vita persa, inevitabilmente, il più veloce è stato Loris Capirossi che in sella alla Ducati ha disintegrato il precedente record della pista, portandolo a 1.43.634 e per di più saettando sul rettilineo a 328,2 Kmh.
Una velocità ancora migliore di quella, già pazzesca, fatta registrare sabato. L'unica cosa da recriminare, sullo Show messo in scena dalla Dorna, è che, per rispettare le esigenze della diretta televisiva,non è stato recuperato il tempo perso a causa della bandiera rossa, esposta per la caduta di Shinichi Itoh (frattura del 5° metatarso del piede sinistro), così che alla fine i piloti sono rimasti in pista appena 45'.

Fuori dai giochi per il derby, da subito, l'Aprilia, con Edwards fermo ai box a causa di una caduta nella mattina con conseguente microfrattura dell'anulare della mano sinistra, apparentemente svogliato Rossi, si è capito subito che nonostante tutta la sua buona volontà anche Biaggi non avrebbe potuto strabiliarci.
Così quando Capirex ha infilato il naso nel contagiri andando subito a strappare il primato al solito Barros con la Yamaha, non ci è rimasto che tifare per lui assieme all'intero box Ducati.
Spinto dall'entusiasmo Loris è sceso dapprima sul un eccellente 1.43.8, per ribadirlo subito dopo con un fantastico 1.43.634 che legittima in pieno la Rossa bolognese fra le pretendenti al titolo.

"Dedico questo giro alla Honda - ha detto, subito dopo, ironico, Capirossi - è il mio modo di ringraziare l'HRC per quanto ha fatto per me negli anni passati".

Alla Ducati, invece, Loris ha rivolto parole d'orgoglio.
"Sono stati bravissimi - ha detto commosso - dopo la scivolata della mattina non pensavo di riuscire a far bene, avendo distrutto la mia moto migliore. In meno di un'ora, però, i ragazzi hanno preparato il muletto al meglio".
Già, perché al mattino Loris era finito in terra, complice la rottura di una tubazione dell'olio.
Un inconveniente che lo aveva costretto ad affrontare il BMW award con il "muletto", riassettato - è proprio il caso di dirlo - a tempo di record, visto che alla guida della sua moto numero 2 l'imolese è passato davanti alle fotocellule, in fondo al rettilineo, a 328,2 Kmh.

Così, alla fine ora sappiamo che Capirex sarà fra i protagonisti del mondiale, assieme ad Alex Barros che, sempre fra i migliori durante i test invernali, è stato ancora una volta il più veloce dei piloti Yamaha, centrando il secondo tempo, davanti a Rossi e Biaggi nell'ora televisiva, per essere poi superato, ma di pochissimo, e solo alla fine della giornata da Ukawa, mentre il suo compagno di marca, Melandri, è incappato in una caduta senza conseguenze.

"Mi è sembrato di prendere parte al 17° Gran premio della stagione - ha detto Rossi - Loris è andato veramente forte. Io non mi sono nascosto, i tempi che ho fatto sono il limite attuale della RC211V. Rispetto alla scorsa stagione, non abbiamo più alcun vantaggio. Quello della Ducati è stato risultato clamoroso, dall'Aprilia, invece, mi aspettavo di più".

"Secondo me Rossi si è un po' nascosto - ha detto invece Biaggi, scivolato dall'ipotetica prima fila del BMW award al settimo tempo alla fine dei test - rispetto alla situazione di sabato però mi considero già fortunato ad aver fatto questi tempi. La moto è migliorata, anche se rimane instabile in frenata".

Cosa ci hanno detto, comunque, di nuovo i test di Barcellona?
Beh, sostanzialmente che quest'anno sono tutti molto vicini e basteranno piccoli errori per perdere punti importanti. Ma anche che, in casa Honda, non c'è il solo caso Biaggi da risolvere. Gibernau, per esempio, anche lui alla guida della RC211V, sembra in grado di reggere il passo di Kato e meriterebbe, come il giapponese ed il romano, un trattamento paritario.

Lo stesso che hanno, in Yamaha, Marco Melandri e Carlos Checa, sempre più in crisi tanto da farsi precedere dal meno esperto compagno di squadra.
Da aggiungere c'è ancora che l'Aprilia è stata sicuramente sfortunata (il bloccaggio di una vite degli iniettori ha fatto cadere Edwards nelle "libere"), ma anche che la sua organizzazione è ancora quantomeno in rodaggio.

Per quanto riguarda, invece, Suzuki, Pawasaki, Proton ed Harris-WCM, il ritardo rispetto ai protagonisti è grande e nonostante, per esempio, la casa di Hamamatsu abbia annunciato novità importanti per Suzuka, riesce difficile credere che potranno mantenere le promesse.

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