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il fatto 23/1/2006
A Sepang riapre la caccia a Rossi
Sono appena 17, per il momento, i piloti impegnati nell’usuale primo round dei test invernali di Sepang. In pratica manca il solo Makoto Tamada, con la Honda, e mancherebbero le due WCM, se fossimo sicuri che il team di Peter Clifford riemergerà in tempo per l’apertura del campionato.
Le sorprese sono due: Kenny Roberts senior ce l’ha fatta ed ha assemblato nel tempo record di 67 giorni la KR-Honda che ha affidato al figlio e D’Antin ha portato entrambi i suoi piloti, Hofmann e Cardoso.
Non è una sorpresa, invece, il fatto che Valentino Rossi ha ripreso da dove aveva lasciato: con il miglior tempo, subito inseguito da Nicky Hayden, Marco Melandri e Dani Pedrosa.
Moto interamente nuove sia per la Yamaha che per la Honda, ma parliamo di evoluzione, non di rivoluzione, anche se nel box della HRC è tenuta nascosta la RC211V in versione “mini” già assaggiata l’anno passato da Biaggi e Gibernau a Brno.
Le squadre satellite, invece, hanno ricevuto la cinque cilindri in versione definitiva, al contrario di Hayden, impegnato in un test comparativo della RC211V 2005 e 2006, riconoscibili soprattutto dai forcelloni diversi.
Diversa è anche la M1 di Valentino, ma al colpo d’occhiuo spiccano soprattutto due Suzuki prototipo, con una conformazione di scarichi molto simile a quelli della Honda, sulle quali si sono alternati Hopkins e Vermeulen.
Nuova anche la Ducati, già vista a Campiglio.
Due le scivolate: al mattino si è esibito Capirossi, sulla pista umida per uno scroscio di pioggia, nel pomeriggio, invece, è caduto Edwards. Nessun problema fisico per i piloti.
Se 17 piloti vi sembrano pochi, non siamo comunque al min imo storico: lo schieramento di partenza più povero che la classe regina del motociclismo abbia mai avuto risale al1991, al Salzburgring, in Austria, quando partirono e finirono in dodici, doppiati dall’ottavo in giù. Subito dopo la Yamaha prese la decisione di vendere i suoi motori al francese Serge Rosset (ROC) ed all’inglese Harris, che costruirono le proprie moto, ponendo fine al brutto spettacolo.
Per trovare di peggio si può risalire al 1968 quando, in pista, era rimasta una sola moto ufficiale, la MV Agusta con Giacomo Agostini. Una pluricilindrica contro le “mono” inglesi.
Erano, comunque, quelli, altri tempi, anche se è vero che fra il bolide rosso-argento di Ago e la Norton ed il Matchless di Findlay, non c’era storia.
Il futuro della MotoGP, in ogni caso – dice la Dorna – saranno le case, ma aspettiamo il 2007 per vedere schierare più di due moto la Suzuki e la Kawasaki.
Nel frattempo godiamoci la ripresa dello spettacolo, assenti ormai Biaggi e Barros, ma con la speranza di un rientro di Carlos Checa, con la seconda Yamaha del team Tech 3. Se avverrà lo spagnolo sarà però con pneumatici Dunlop.

I tempi ufficiosi
1 . Rossi (Yamaha-Camel) 2.02.14 (74)
2. Hayden (Honda-Repsol) 2.02.23 (85)
3. Melandri (Honda-Fortuna) 2.02.29 (74)
4. Pedrosa (Honda-Repsol) 2.02.46 (65)
5. Capirossi (Ducati-Marlboro) 2.02.53 (38)
6. Edwards (Yamaha-Camel) 2.02.61 (68)
7. Gibernau (Ducati-Marlboro) 2.02.77 (56)
8. Hopkins (Suzuki) 2.03.52
9. Stoner (Honda-LCR) 2.03.57
10. Nakano (Kawasaki) 2.03.77 (48)
11. Roberts jr. (KR-Honda) 2.03.8
12. Elias (Honda-Fortuna) 2.03.8 (60)
13. De Puniet (Kawasaki) 2.03.90 (60)
14. Vermeulen Suzuki) 2.04.2
15. Hoffmann (Ducati-D’Antin) 2.04.63 (32)
16. Ellison (Yamaha-Tech3) 2.06.4
17. Cardoso (Ducati-D’Antin) 2.07.70 (30)

Collaudatori:
Itoh (Ducati) 2.03.45
Matsudo (Kawasaki)
Fujiwara (Yamaha)
Yoshikawa (Yamaha)
Akiyoshi (Suzuki)

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