domenica 10/4/2005
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Le wilcard di Jerez
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1° V. Rossi
1° D. Pedrosa
1° M. Simoncelli
2° S. Gibernau
2° S. Porto
2° M. Kallio
3° M. Melandri
3° A. De Angelis
3° F. Lai

Rossi come non lo avete mai visto

Dall’immobilità del minuto di silenzio in onore di Giovanni Paolo II si passa alla frenetica partenza della MotoGP. Gibernau non si fa sorprendere e scatta al comando, seguito da Rossi, subito attaccato e superato anche da Hayden. In quarta posizione passa Melandri, quindi sfilano Nakano, Bayliss e Capirossi, mentre Biaggi, indietrissimo, taglia il traguardo del primo giro in diciottesima posizione.
Valentino, comunque, non ci sta a lasciar fuggire il rivale spagnolo, così si fa subito sotto ad Hayden, passandolo in staccata e gettandosi a caccia di Gibernau. Sete però in questa apertura del mondiale ha qualcosa in più dell’italiano e rintuzza l’assalto tenendo il campione del mondo alle sue spalle. Il cuscinetto, fra i due, è però sottile: mezzo secondo. Hayden tiene tranquillo la terza piazza nella scia di Rossi, quindi seguono, al decimo giro, Nakano, a dieci secondi, Tamada a tredici, e poi via via Barros, Checa, Bayliss, Edwards, Hofmann, e Biaggi, dodicesimo.
Intanto a quindici giri dalla fine si ritira Kenny Roberts.
L’attenzione, a questo punto, si sposta nelle retrovie, dove Biaggi sgomita per risalire la corrente. A dieci giri dalla fine è nono, ma staccato di 24 secondi dalla testa della gara che vede Gibernau e Rossi attaccatissimi, Hayden a due secondi e Melandri a nove. Nel frattempo, però, proprio Nicky commette un errore: arrivva lungo e cade, si rialza ma quando rientra in pista è 15°. Brutto affare per la coppia dell’HRC, anche perché, appena un giro dopo Nicky preferisce rientrare ai box e ritirarsi. Melandri guadagna così la terza podisione.
Nel frattempo lì davanti Valentino Rossi non ha mollato l’osso e a due giri dalla fine sferra il primo attacco al rivale, passandolo in frenata poco prima del traguardo. Gibe è sorpreso, ma non molla, anche se Vale, finalmente al comando, guida al 110%.
Per questo, forse, commette un errore, va largo e Sete ripassa. Il Fenomeno, però, non ha ancora mollato. I due si ripassano tre volte, mentre percorrono l’ultimo giro. C’è anche un contatto, leggero. Quindi nell’ultimissima curva Rossi va interno, addirittura mette il piede in terra, ma tiene la linea, anche se è costretto ad allargare. Il contatto è inevitabile ed a Gibernau non rimane che imboccare la via di fuga, poi rientra e taglia il traguardo in seconda posizione. Il serial winner ce l’ha fatta ancora una volta.
Giù nei box Roberts senior si lascia scappare un sorriso: Anderstorp 1983, ultimo giro con Freddie Spencer.
Ah, questi ragazzi terribili…

Pedrosa vince nel deserto

Non aspetta nessuno Daniel Pedrosa, al via della 250. Provano a stargli dietro i soliti, Porto e De Puniet, ma il piccolo spagnolo ha un altro passo ed un decimo dopo l’altro rimane solo, ancorché in vista, mentre fuori dal podio virtuale inseguono Stoner, De Angelis, Lorenzo, Dovizioso e Locatelli.
Il ritmo, nonostante il forte vento che batte la pista, è comunque tutt’altro che blando. Il primo a farne le spese è proprio De Puniet, che si autoesclude cadendo in frenata, subito dopo va in terra anche Stoner, così a metà gara la situazione è estremamente chiara: il fantino spagnolo è al comando, inseguito a quasi tre secondi da Porto, quindi a sedici secondi c’è De Angelis, poi Dovizioso a diciannove con in scia Lorenzo, ed infine Locatelli. Sembra una processione, più che una gara. Ed infatti va avanti stancamente avanti sino al traguardo: Pedrosa controlla Porto e gli ficinisce davanti di soli due secondi. Tutto sommato un distacco accettabile. Dietro I due, però, c’è il diluvio. Sul podio sale De Angelis,staccatod I 27 secondi. Dovizioso è quarto a 36 davanti a barbera, Lorenzo, Locatelli, Debon e Corsi, che becca più di un minuto…
Il fantino va forte, ma gli altri, ragazzi…

Simoncelli si conferma re di Jerez

Il più veloce al via è Pasini, che scatta al comando seguito da Luthi, Lai, Kallio e Simoncelli. Subito dietro non perdono la scia Talmacsi, Faubel, Nieto e Simon, che chiude il trenino di nove piloti, con Poggiali in decima posizione.
Al quarto giro Luthi fa un tentativo di fuga e guadagna un secondo sul gruppetto degli inseguitori. Alle spalle dello svizzero, però, rimangono Kallio, Simoncelli e Lai, mentre Nieto fa l’anello di congiunzione con gli immediati inseguitori, Pasini, già a due secondi al 7° giro e Talmacsi.
E’ il momento dello “sportellismo”. In testa alla gara iniziano a scambiarsi le posizioni, a ritmo frenetico, Nieto, Kallio, Lai, Simoncelli e Luthi, con Talmacsi e Pasini che rimangono attaccati agli avversari con I denti.
Alle spalle dei sette c’è Faubel, staccato di otto secondi, mentre Poggiali è addirittura undicesimo,
Troppo rischio, così Luthi e Simoncelli decidono di tentare la fuga. Gli bastano due giri per staccare la concorrenza, ma purtroppo la fortuna non aiuta il pilota della Honda che al 15° giro rompe, lasciando il rivale dell’Aprilia solo al comando.
Il vantaggio del vincitore del GP di Spagna 2004 non è però sufficiente per portarlo sino al via in carrozza, anche perché Lai, Nieto e Kallio si aiutano e guadagnano terreno, mentre Pasini, forse nei guai con gli pneumatici, alza bandiera bianca, tenendo la quinta posizione davanti a Talmacsi, con Poggiali settimo ,ma staccatissimo.
Sono gli ultimi giri e bisogna dare tutto, attenti a non sbagliare. Purtroppo Nieto esagera e vola in terra. Un piccolo vantaggio per Simoncelli, che è riuscito a stabilizzare il suo vantaggio su Lai e Kallio a poco più di un secondo e mezzo. Ad un giro dalla fine Simoncelli si gira: nessuno è in grado di attaccarlo. La volata, così, è per il secondo posto e la vince con un sorpasso pulito, Mika Kallio. In quarta posizione chiude Pasini, quindi passano Talmacsi e Poggiali.

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