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MELANDRI DEVE SAPER ATTENDERE
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La faccia nuova della 250 è ancora mascherata. Dopo Biaggi, Capirossi e Rossi, doveva essere Marco Melandri a rimettere le cose a posto e riportare il titolo in Italia, dopo la parentesi Jacque che ha interrotto sei anni consecutivi di dominio assoluto made in Italy. Praticamente una dittatura quella degli italiani in questa classe, se considerate che negli ultimi dieci campionati hanno vinto otto titoli (Rossi, Capirossi, quattro volte Biaggi e due Cadalora). E senza considerare che nel '93 Harada battè Capirossi di quattro punti e alle loro spalle c'erano Reggiani, Romboni e Biaggi…Marco Melandri
Inveceil grande duello in 250 per ora è tutto giapponese: Harada contro Katoh, esperienza e talento contro talento, e sempre Aprilia contro Honda. Harada ha avuto un inizio di stagione di basso profilo, come piace a lui. Alla distanza sta uscendo, con tutte le sue ritrovate motivazioni e la sua consistenza tecnica soprattutto nelle fasi calde delle gare.
E Macio? Melandrino è nei guai, ma dovrebbe avere più coraggio: prendere finalmente una degna iniziativa e andarsene in vacanza. Il conto con la sfortuna sembrava chiuso nella scorsa stagione e invece eccolo di nuovo in balìa degli eventi. Al pronti via di questa stagione, Macio si è trovato a che fare con quel missile della Honda e il velocissimo Katoh. Ha avuto soltanto una vera occasione per vincere, a Welkom, è ci è andato vicinissimo dopo una sensazionale rimonta sul giapponese. Il secondo posto del Sudafrica con tanto di record sul giro dovevano servire a dare definitivamente coraggio al cucciolo dell'Aprilia. E forse così è stato. Non ci voleva però il botto di Le Mans, che ha trasformato quella che doveva essere la corsa del riscatto in un inferno. Come è stato al Mugello, perché la clavicola esplosa in Francia lo ha fatto quasi svenire di dolore proprio nel Gran premio più atteso.
Con Harada così in palla, Katoh non avrà certo vita facile. Tetsuya ha davvero tutto per portarsi a casa il titolo: moto, squadra (è con Sandi praticamente da sempre e Sandi è un fuoriclasse dei box), l'appoggio di Witteveen (ingegnere capo Aprilia), capacità di guida, freddezza, carattere e testardaggine. Insomma, Katoh deve misurarsi con un bruttissimo uccello. Tra i due giapponesi l'unico che si può inserire è Marco Melandri, ma il piccolo Macio continua a sentire troppo la pressione e la responsabilità di essere in sostanza la prima guida Aprilia. Non si diverte più a guidare, si sente in debito con Noale e vuole strafare. Ha solo 18 anni e un futuro luminoso nelle corse: che si dia del tempo e la smetta di voler dimostrare quello che ormai hanno visto tutti. Cioè che è un campione ed è lui l'erede di Biaggi e Rossi.
Sicuramente sarà un'altra sfida italo giapponese Aprilia-Honda. Da ormai dieci anni le bicilindriche di Witteveen sono tra le migliori del 250. A volte c'è un pilota a fare la differenza (Biaggi e Rossi), altre non ne bastano cinque. Ma intanto le Aprilia sono sempre lì davanti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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